santuario dei cetacei

Alla scoperta del Santuario dei Cetacei

Forse non tutti i diportisti che partono o approdano da Marina Porto Antico di Genova sanno di trovarsi all’interno del Santuario Pelagos dei Cetacei, istituito circa vent’anni fa per proteggere i mammiferi marini ed il loro habitat dagli impatti negativi diretti o indiretti delle attività umane. 

santuario dei cetacei stenella striata s airoldi tethysPartendo dal proprio ormeggio di Marina Porto Antico, sia che si navighi verso Levante sia che si scelga di andare verso Ponente, il Mar Ligure regala esperienze a dir poco emozionanti e l’incontro con un delfino o una balena non è un evento così raro. 

Grazie alle particolari caratteristiche chimico-fisiche indotte dalla morfologia e dalla circolazione delle acque, infatti, il tratto di mare compreso tra Sardegna, Toscana, Liguria, Principato di Monaco e Francia è una delle zone più ricche di vita del Mediterraneo.

E’ per questo che a partire dagli anni Ottanta molti istituti di ricerca e associazioni ambientaliste proposero di creare la prima area protetta internazionale del Mediterraneo per la tutela dell’ambiente marino fino ad arrivare alla creazione nel 2001 del Santuario Pelagos dei Cetacei nato per garantire uno stato di conservazione favorevole dei mammiferi marini. 

santuario dei catecei globicefalo pierantonio tethysIl Santuario dei Cetacei comprende in totale 241 comuni, di cui 129 in Francia, 111 in Italia e 1 comune rappresentato dal Principato di Monaco.

Per quanto riguarda la Liguria sono 63 i comuni che rientrano in quest’area da Ventimiglia a Sarzana. 

Nel Mar Mediterraneo sono presenti in modo costante almeno 8 specie diverse di cetacei: balenottera comune, capodoglio, zifio, grampo, globicefalo, stenella striata, tursiope e delfino comune e cinque considerate occasionali come la balenottera minore, l’orca, la megattera, la steno e la pseudorca.

santuario-dei-Cetacei-FAI-attenzione-Globicefalo_S.-Airoldi_Tethys_resizeNavigando in Liguria, non è raro imbattersi in una di queste splendide creature, ma così come quando si entra in un “luogo sacro” è importante tenere a mente alcune regole. 

I diportisti dovrebbero adottare alcuni piccoli accorgimenti per far sì che l’avvistamento di questi animali avvenga in sicurezza sia per il mammifero marino che per l’imbarcazione stessa. 

Riprendendo i consigli riportati nel codice di condotta varato dal Santuario Pelagos e dai suoi partner per il whale watching ricordiamo alcune semplici norme da seguire nel caso si dovesse incontrare un cetaceo sulla propria rotta:

  • Muoversi lentamente e avanzare con calma e regolarità non appena si avvistano i cetacei e, in particolare, nella zona dei 300 metri: a partire da 1000 m di distanza, è d’obbligo una velocità non superiore ai 10 nodi. Può succedere, infatti, che siano presenti nell’area altri animali e quindi il rischio di collisioni non è trascurabile;
  • Non avvicinarsi oltre i 100 m;
  • La durata dell’attività di osservazione è al massimo di 30 minuti e di 15 minuti in caso siano presenti altre imbarcazioni;
  • Una sola imbarcazione nella zona dei 300 metri;
  • Non cercare mai di toccare i cetacei, di dar loro da mangiare e di nuotare con loro neanche nel caso in cui siano i cetacei stessi a raggiungere spontaneamente l’imbarcazione.

santuario-dei-Cetacei-FAI-attenzione-Stenella-striata_F.-Zardin_TethysInfine, una norma valida in qualsiasi mare si navighi: è vietato abbandonare rifiuti in mare, oli e plastiche, infatti, oltre ad inquinare, possono ferire i cetacei.

Ma in questo tratto di mare di fronte alla nostra Liguria non si avvistano solo cetacei. Tra le specie che si può avere la fortuna di incontrare durante la navigazione ci sono, ad esempio, le Tartarughe caretta caretta, branchi di tonni, pesci luna e pesci volanti. 

Un motivo in più per ormeggiare a Genova e navigare lungo la costa Ligure alla scoperta di luoghi e animali meravigliosi.

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(immagini tratte da www.cetaceifaiattenzione.it)

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